Dipendenti Google in smart working fino al 2022. Le altre big tech cosa faranno?

Google ha annunciato la sua decisione con un post del suo ceo, Sundar Pichai, fissando il ritorno in presenza al 10 gennaio del prossimo anno.

Dopo il 10 di gennaio Google consentirà ai Paesi e alle località di prendere decisioni su quando terminare il lavoro da casa in base alle condizioni locali, in quanto queste variano notevolmente tra i vari uffici. Inoltre, i dipendenti, avranno un periodo di preavviso di 30 giorni prima che venga loro richiesto di tornare in ufficio e abbandonare lo smart working.

Facebook e Amazon cosa ne pensano?

Facebook ha annunciato che i dipendenti potranno proseguire lo smart working fino all’inizio del 2022. L’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha comunicato che potrebbero esserci adeguamenti di stipendio in base al costo della vita per chi volesse continuare a lavorare da remoto. Una curiosità, Google ha addirittura ideato uno strumento, Work Location Tool, in grado di parametrare lo stipendio dei suoi dipendenti in base al luogo scelto per il lavoro da remoto.

Anche Amazon ha posticipato il rientro al lavoro al 100% in presenza a partire dal 2 di gennaio 2021. L’azienda fondata da Jeff Bezos al momento ha adottato un modello ibrido, che prevede l’alternanza di due giorni di lavoro in presenza e tre giorni da remoto

Pochi giorni fa anche Apple ha deciso di posticipare il rientro in ufficio da ottobre 2021 al gennaio del 2022.

Twitter e LinkedIn invece concederanno ai dipendenti la facoltà di lavorare da qualsiasi luogo senza annunciare una data precisa e ufficiale di rientro in presenza negli uffici.

Solo Microsoft, attualmente, prevede lo stop allo smart working negli Stati Uniti, il 4 ottobre 2021.

Fonte: Google

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